Home > Generale > Risposta a Berlusconi che promette di sconfiggere il cancro in 3 anni

Risposta a Berlusconi che promette di sconfiggere il cancro in 3 anni

Il Dott. Ernesto Burgio (Coordinatore del Comitato Scientifico di ISDE ITALIA) risponde a Berlusconi che promette di sconfiggere il cancro in 3 anni.

25 marzo 2010

Ieri in prima pagina sul quotidiano ecologista Terra (in edicola in tutt’Italia) sono comparse le nostre prime risposte (a firma di Paolo Crosignani e mia); domani in prima pagina ci saranno le risposte di Benedetto Terracini e Patrizia Gentilini. Chiunque volesse inviare altri commenti può farlo, scrivendo a me o, ancora meglio, direttamente al bravissimo redattore che ha curato questi primi articoli.
Terra redazione – Valerio Ceva Grimaldi cevagrimaldi@terranews.it

Ecco la mia risposta di ieri:

Mi pare che a volte il Presidente del Consiglio riveli una certa propensione a sottovalutare i problemi reali e a sopravvalutare le proprie capacità taumaturgiche. Nel 1971 il presidente Nixon lanciò la sua dichiarazione di guerra al cancro. Da allora il cancro ha dilagato, dapprima in tutto il mondo occidentale, poi nel III mondo, dove i trends di aumento sono negli ultimi anni ancora più allarmanti. Anche se non tutti gli scienziati sono d’accordo, appare evidente il nesso tra inquinamento fisico-chimico e stili di vita tipici del nostro modello di sviluppo e incremento rapidamente progressivo delle malattie cronico-degenerative e tumorali. E questo praticamente in tutte le età della vita: persino tra i bambini. particolarmente preoccupante appare l’incremento di oltre 3%/anno nel primo anno di vita, nel nostro Paese: il che significa oltre il 50% in più di tumori della primissima infanzia negli ultimi 20 anni. si tratta di un problema delicato e complesso. Tutte le dichiarazioni semplicistiche – tanto quelle allarmistiche, quanto quelle ottimistiche a oltranza, purtroppo destituite di ogni fondamento scientifico – sarebbero da evitare, in specie da parte di personaggi che ricoprono ruoli di grande responsabilità. Tanto più se simili esternazioni vengono fatte in sedi poco idonee, quali certamente sono i comizi in piena campagna elettorale. I grandi progressi fatti negli ultimi anni nel campo della biologia molecolare e della post-genomica ci hanno offerto ragguagli importanti per quanto concerne i meccanismi fini, molecolari, della carcinogenesi. Purtroppo tra la comprensione di questi meccanismi e la messa in campo di concrete strategie preventive e terapeutiche passano spesso anni o decenni. Anche perché le scoperte più recenti dimostrano che il cancro è una malattia genetica, anzi in primis epi-genetica: conseguente cioè a modifiche del software, per così dire, del nostro genoma, che potrebbero essere evitate, riducendo l’esposizione ai fattori inquinanti che le determinano. Il problema è che molti di questi inquinanti, come metalli pesanti, idrocarburi, fibre di amianto, campi elettromagnetici, sono ormai diffusi nell’aria che respiriamo e nelle catene alimentari e per ridurre l’esposizione nostra e dei nostri bambini bisognerebbe quasi azzerare il traffico veicolare nelle nostre città, impedire la costruzione di impianti industriali inutili, costringere gli industriali a ridurre le emissioni dei loro impianti in generale. Francamente non credo che il premier avesse in mente questo tipo di soluzioni. Da decenni cerchiamo di mettere in chiaro che la prevenzione primaria consiste nella riduzione degli inquinanti nell’aria che respiriamo e nei cibi che mangiamo. Bisognerebbe rendersi conto,  ad esempio e una volta per tutte, che se le donne sono esposte a dosi massive e quotidiane di metalli pesanti, benzene e pesticidi, i loro figli saranno a rischio di sviluppare malattie gravi e tumori maligni anche a decenni di distanza dall’esposizione. Gli attuali studi tossicologici ed epidemiologici, anche se condotti seriamente, non possono che sottovalutare il problema. Eppure gli investimenti nella ricerca in questo campo sono praticamente nulli, anche perché la grande industria che ormai finanzia quasi tutta la ricerca, non ha interesse a investire in studi che dimostrino quello che è, caso mai, suo interesse nascondere. Ma chissà, forse il Presidente del Consiglio intendeva alludere proprio a questo. Sconfiggere il cancro in tre anni è un’utopia. Ma cominciare a far sì che i trends preoccupanti di incremento annuo comincino a invertirsi sarebbe possibile e auspicabile.
Ernesto Burgio (Coordinatore del Comitato Scientifico di ISDE ITALIA)

Ed ecco il commento lapidario di Paolo Crosignani.
Oggi quasi tutti i tumori sono in aumento mentre gli indici di curabilità sono stabili. Non esistono premesse né molecolari né di altra natura che possano oggi farci pensare che questo quadro potrebbe cambiare a breve. E anche la prevenibilità non è applicabile a tutti i tumori. Con questi argomenti si può serenamente affermare che l’affermazione di Berlusconi è semplicemente falsa.
Paolo Crosignani (Direttore Unità Complessa “Registro Tumori ed Epidemiologia Ambientale”, Fondazione IRCCS Istituto dei Tumori, Milano e membro del Comitato Scientifico di ISDE ITALIA)

Categorie:Generale Tag:
  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...
E' necessario che tu sia collegato per poter inserire un commento.