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Archivio per maggio 2010

Il cancello anti-radiazioni

La Stampa ha pubblicato un breve articolo sul rischio da radiazioni ionizzanti legato alla presenza di materiali radioattivi utilizzati nell’area del passate ferroviario, definita Spina 1.

In seguito ad una serie di misurazioni effettuate in città, ho constatato che ci sono anche altre aree con livelli anormali di radiazioni ionizzanti. L’area dove ho riscontrato i valori più alti è quella del monumento al Duca d’Aosta in piazza Castello. Il valore di radioattività è di circa dieci volte il fondo naturale. Anche in questo caso la sorgente di radiazioni è il tipo di granito utilizzato.

Purtroppo, specie nelle giornate festive, molte persone si siedono sul monumento mettendo a rischio le parti del corpo più sensibili all’effetto delle radiazioni ionizzanti.

Le autorità comunali sono al corrente del rischio? Non lo sappiamo. Per tutelare i cittadini bisognerebbe, come minimo, mettere una cancellata tutto intorno al monumento al fine di impedire l’accesso all’area radioattiva.

In singolare coincidenza temporale, La Stampa, lo stesso giorno, nella prima pagina della cronaca cittadina, pubblica un articolo dove spiega che il monumento in questione verrà circondato da una cancellata per impedire l’accesso… agli skaters.

Un caso?

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Inceneritore di Brescia ed emissioni: è ora di fare indagini approfondite.

dalla redazione di altraBrescia

http://altrabrescia.ning.com/profiles/blogs/inceneritore-di-brescia-ed

Si è tenuta ieri presso la Casa delle Associazioni una conferenza stampa promossa da alcune associazioni iscritte alla Consulta per l’Ambiente (Codisa, Italianostra, Legambiente, Ricomincio da Grillo) e dai gruppi di lavoro della Consulta “Tutela della salute ed educazione ambientale” e “Rifiuti Zero”.

Scopo della conferenza stampa divulgare un documento, redatto dalle associazioni all’interno dei gruppi di lavoro che riporta dati riguardanti analisi compiute dall’Istituto Mario Negri di Milano per conto di a2a all’interno del sito dell’inceneritore cittadino, e commentare una relazione redatta da ARPA a seguito della visita ispettiva dell’agosto 2008.

Le analisi in questione sono arrivate alle associazioni grazie alla loro attiva collaborazione con i gruppi di lavoro della consulta, strumenti di confronto e lavoro atti anche a concretizzare un impegno delle associazioni all’interno degli osservatori cittadini.

In questo caso la documentazione è stata ottenuta all’interno dall’osservatorio sull’inceneritore nel quale è presente un rappresentante della consulta che è anche coordinatore del gruppo “Tutela della salute ed educazione ambientale”. Il gruppo si avvale inoltre della collaborazione di esperti esterni quali il Dott. Celestino Panizza e il tecnico Marco Caldiroli entrambi di Medicina Democratica.

Il documento presentato riporta i dati di diossine/PCB e IPA (idrocarburi policiclici aromatici) rilevati nelle analisi effettuate sull’aria all’interno del sito dell’inceneritore in 4 diversi periodi fra il 2008 e il 2009.

I dati rilevati mostrano picchi elevatissimi ma anche il dato medio è molto più alto che qualsiasi altra analisi effettuata in precedenza nel territorio bresciano. Si è voluto, infatti, comparare il dato rilevato con le analisi effettuate dall’ISS nel 2007/2008 per il monitoraggio del sito Caffaro e il risultato fra le due medie è sconvolgente se si pensa che in prossimità dell’inceneritore si hanno valori medi doppi per PCB e diossine e addirittura 10 volte maggiori per gli IPA .

La situazione si fa ancora più preoccupante se si considerano i dati alla luce dello studio matematico di ricaduta delle polveri dell’inceneritore elaborato da ARPA nel 2005 (sempre sostenuto da a2a e Comune). Nello studio, infatti, si definisce come area di massima ricaduta delle polveri la zona compresa fra 1.5/2 km dall’inceneritore e viene quindi spontaneo chiedersi se i dati sono così elevati in prossimità dell’impianto (ritenuta zona meno compromessa) quali saranno alla distanza indicata come critica nel modello matematico di ARPA?

Impossibile poi non ripensare al caso del “latte alla diossina” che ha coinvolto gli allevatori a sud dell’inceneritore fra la fine del 2007 e l’inizio 2008. A seguito del problema l’ASL si affrettò ad assolvere pienamente l’inceneritore attribuendo la causa dell’inquinamento ad altro ma alla luce di quanto emerso con queste analisi diviene difficile non mettere nuovamente in discussione tali conclusioni peraltro già pesantemente contestate dalle associazioni ambientaliste al tempo della loro divulgazione.

Ora le associazioni non possono non chiedere ancora e con forza alle istituzioni un intervento deciso, in primo luogo per spiegare come mai dati come questi non siano mai stati resi noti e in secondo luogo per valutare attentamente l’opportunità di effettuare rilevamenti a terra come previsto dall’autorizzazione iniziale dell’inceneritore ma mai effettuati prima.

Da quanto emerso si può facilmente ipotizzare un’esposizione della popolazione ad agenti inquinanti altamente pericolosi, cancerogeni, interferenti endocrini estremamente pesante che deve essere monitorata al fine di poter attuare provvedimenti concreti per tutelare la salute pubblica.

Inoltre ARPA segnala nella sua relazione una serie di mancanze nell’impianto e Caldiroli le analizza una per una nelle sue osservazioni. Particolarmente allarmante il fatto che manchi un effettivo controllo del contenuto di cloro dei rifiuti in relazione ai tempi di permanenza nella camera di post combustione, procedura indispensabile per la riduzione del contenuto di diossina, e anche il fatto che i metalli pesanti rilevati dalle analisi ARPA in sede ispettiva siano tutti a livelli circa doppi rispetto alle rilevazioni effettuate da a2a.

Brescia è una città fortemente inquinata che deve la sua situazione a molteplici fonti di inquinamento ma è certo che l’inceneritore contribuisce pesantemente ad aggravare questa situazione nonostante a2a e Comune abbiano sempre minimizzato e negato questa evidenza ora palese e sotto gli occhi di tutto grazie alle analisi emerse.

Le associazioni della consulta continueranno a lavorare nel gruppo di lavoro e nell’osservatorio per chiedere risposte e controlli, auspichiamo che anche il comune si schieri insieme a loro dalla parte dei cittadini pretendendo controlli e attuando, ove necessario, provvedimenti.

Ricordiamo che l’inceneritore sorge in pieno centro abitato, molte persone vivono “all’ombra del camino” ed è dovere del Sindaco tutelare la salute pubblica anche a discapito degli interessi economici di a2a. Una Spa che gestisce un impianto assolutamente sovradimensionato rispetto alle esigenze della città, esigenze che potrebbero venire azzerate con una corretta gestione dei rifiuti come già avviene in altre zone d’Italia

Di seguito i documenti distribuiti durante la conferenza stampa:

La relazione del gruppo di lavoro della consulta:

20100525103801351.pdf

La sintesi delle osservazioni di Marco Caldiroli:

CaldiroliArpa ok.pdf

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